Stasera, dopo un bel po', la Scala.
Sensazione particolare, farvi ritorno.
Harding, giovane enfant prodige, a dirigere due opere assai particolari.
Il Prigioniero, di Dallapiccola
Il Castello del Duca Barbablù, di Béla Bartók e libretto di Béla Balasz
L'ultima opera:
Le porte che Judith non deve aprire.
Sette.
Sette porte che si rivelano essere:
1. la camera della tortura, di colore rosso sangue
2. l'armeria, di colore giallo-rosso
3. la sala del tesoro, di colore oro
4. il giardino, blu-verde
5. il regno, bianco
6. il lago di lacrime, nero
7. le mogli, argento
Il duca Barbablù appare con Judith, che ha lasciato tutto per amore di lui; peraltro, essa rimane profondamente turbata dall'ambiente tetro e soffocante del castello e dall’acqua che, come lacrime, fuoriesce dai muri. Guarda, con un misto di timore e curiosità, le sette porte chiuse che si intravvedono e, infatti, vuole entrare per capire cosa c'è dietro e per portare la luce al buio che c'è ovunque. Barbablù cerca di fermarla, però Judith insiste. Ottiene così di aprire la prima porta: si apre la camera della tortura, e vede il sangue uscire dalle pareti. Barbablù le chiede di fermarsi, ma Judith vuole continuare. La seconda stanza è l'armeria e, anche qui, c'è sangue sulle armi. La terza porta cela la sala del tesoro, piena di gioelli, anch'essi macchiati di sangue. La quarta porta rivela giardini e fiori splendidi, pure sporchi di sangue. La quinta mostra il regno di Barbablù, sovrastato da nuvole rosse. La sesta porta nasconde un lago di lacrime, creato col pianto di Judith. Ora Barbablù cerca di dissuaderla dal proseguire. Lei, però, caparbiamente chiede la chiave. La settima porta, dunque, cela le mogli precedenti che, al contrario di quanto sospettava Judith, sono vive, vestite di abiti meravigliosi e ricoperte di stupendi gioielli. Tre sono le mogli: una del mattino, una del mezzogiorno, una della sera. Manca lei, Judith, la moglie della notte. Allora lui a adorna di corona e abito scuro e lei, nonostante le suppliche, è costretta dalle forze delle tenebre (di Barbablù) a seguire le altre tre al di là della porta.
Sparita lei, sparisce anche la luce dal castello
- JUDITH
- (With bowed head she goes slowly up to him, and with a look of earnest, pitiful entreaty she presses herself against him.)
Sweetest Bluebeard, take me, love me.
- Dolcissimo Barbablù, prendimi, amami.
(He embraces her and kisses her passionately.
She lays her head on his shoulder.)
Dost thou love me, deeply, truly? - Mi ami profondamente, sinceramente?
-
- BLUEBEARD
- Thou who art my castle's daylight,
Kiss me, kiss me. Ask no questions. - Tu, che sei la luce del mio castello,
- Baciami, baciami. Non farmi domande.
(He kisses her again.)
- JUDITH
- (She lays her head on his shoulder.)
Tell me, tell me, dearest Bluebeard,
Tell me whom you loved before me? - Dimmi, dimmi, mio caro Barbablù,
- Dimmi chi hai amato prima di me?
- BLUEBEARD
- Thou who art my castle's sunshine,
Kiss me, kiss me. Ask me nothing. - Tu che sei la luce del mio castello,
- Baciami, baciami. Non farmi domande.
-
- JUDITH
- Tell me in what way you loved her,
Was she very fair? Did you love her more,
More than you love me, my Bluebeard? - Dimmi come l'hai amata,
- Era molto graziosa? L'hai amata di più,
- Più di quanto ami me, mio Barbablù?
- BLUEBEARD
- Judith, love me, ask no questions.
- Judith, amami, non farmi domande.
- JUDITH
- Tell me truly, mighty Bluebeard.
- Dimmi sinceramente, potente Barbablù.
- BLUEBEARD
- Judith, love me, ask no questions.
- Judith, amami, non farmi domande.
- JUDITH
- (She frees herself from his embrace.)
Open the seventh and last door! - Apri la settima e ultima porta!
(He remains silent.)
I have guessed your secret, Bluebeard.
I can guess what you are hiding.
Ho indovinato il tuo segreto, Barbablù.
Riesco a indovinare cosa stai nascondendo.
Anche Il Prigioniero è stato molto bello. Parecchio intenso. Forse anche troppo.
Musica e canto, così come pensati e espressi, hanno esacerbato l'angoscia.
Entrambi le opere (in un atto solo, tutt'è due) sono notevoli.
Detto questo, mi domando perché Judith non si sia fatta un piattino di fatti suoi. Se lui dice Non aprire quella porta (come intima anche un vecchio film), che cacchio ha insistito a fare, 'sta fanciulla. L'avesse fatto, ora sarebbe con Barbablù anziché a scassarsi la wallera in quel posto buio e freddo con le tre precedenti-mogli mezzodefunte!
Eric Fromm
Haben oder Sein
??
Per taluni:
Apparire
Apparire
Apparire
Apparire
Apparire
Apparire
Apparire
Apparire
Apparire
Apparire
Apparire
Apparire
Apparire
Apparire
Apparire
Frustrante, per costoro, sentir d'essere trascurati.
Ma porca...
PIOVE.
"ma come yukshee, tu fino a due settimane fa vivevi a Bruxelles, sarai ben abituata no?"
e che c'entra, dico io
a Bruxelles pioveva spesso e non ci badavo quasi mai
a S'pore giocavo sotto i temporali, divertendomi un sacco (che nostalgia)
ma che c'entra
oggi avrei dovuto tirare giù la capote
cazzarola
macchina nuova
ritirata giovedì
programmato gitarella goduriosa a capote giù per oggi
ultimamente mi sembra di essere un tantiniello presa per il [per ragioni di opportunità, la parola è stata sostituita con questo avviso]
ma vaffanbrodo
la gita ci sarà e sarà comunque goduriosa
capote su o giù fa niente
l'importante è altro
anzi
o tu che gestisci i fatti delle mia vita e che ultimamente mi prendi per il [per ragioni di opportunità, la parola è stata sostituita con questo avviso], a capote chiusa si tengono fuori sguardi indiscreti. Tiè.
Guidare di notte, dopo una straordinaria giornata rubata al mondo. I know a place where we can live our lives. Respiro di gioia. Nero di asfalto e luci intermittenti, fari. Assaporo ogni istante, introietto ciascun momento.
Oggi, invece, andrò a prendere la mia macchina nuova.
Altri chilometri, farò qualche chilometro e faremo conoscenza.
Per il resto, beh. Ho da sbloccare una situazione. Ma, dopo aver ponderato la cosa, sono giunta alla conclusione che devo sbloccare me. Ovvero, cambiare prospettiva e agire di conseguenza.
Delete and go on.
[The Song Of Solomon - Kate Bush]
Sono contenta e non potrebbe che essere così.
Sono anche focalizzata.
Piena di energia.
L’energia è una cosa potente.
E’ necessario averne attorno e dentro di buona. Quella cattiva spegne, uccide. Dall’interno, proprio.
Come un buco nero.
Ogni tanto sento che mi sfiora qualcosa che mi disturba, come unghie sulla lavagna, e me ne devo liberare. Mi accorgo che la mia veemenza è meno intensa di una volta, per fortuna.
La notte mi prende, mi accompagna nei pensieri, aiuta a rielaborare le emozioni, a rettificare espressioni inadeguate e intimamente destabilizzanti.
Mi rimette in carreggiata. A volte mi perdo nell’immediatezza di certe reazioni e mi confondo la mente. Mi impiglio in rami bassi e spinosi, mi ingarbuglio e non sono serena.
Mi necessita quindi sempre una riflessione a posteriori, nel silenzio della notte, nel suo nero intenso, per riuscire a vedere più chiaramente. A rifocalizzare su ciò che sono io.
E poi va tutto bene.
Perché, di fatto, poi va tutto bene.
Perché so davvero che, in un modo o nell’altro, io starò bene, farò bene.
Come ho spesso scritto, la Vita è una costante regalìa di opportunità. E io son pronta a viverle a fondo.
Nello shaker non saprei esattamente quali ingredienti mettere. Nel senso che, a dire il vero, so che ci vanno alcune cose, ma non conosco i dettagli. Nella mia, di vita, ho dei gran bei momenti di gioia, di felicità, di divertimento. E anche momenti di altro.
Ho sensazioni di meraviglia, di stupore innanzi alla esplosione di contentezza che mi colpisce, così come anche attimi in cui gli intoppi mi stancano.
Molti anni fa avevo ben in mente quale e come sarebbe stata la mia vita.
Parecchio agiata, parecchio equilibrata, parecchio di successo, fondata sulla gioia della quotidiana evoluzione.
Dopotutto, ero stata cresciuta per questo, per avere questo.
Poi, la musata.
BAM.
Bella forte.
Una musata articolata, composta da una serie di musate prese tutte in un medesimo periodo.
Due le vie: affondare o evolvere.
Ho scelto la seconda o, forse, la Vita ha fatto sì che si concretizzasse la seconda.
E quindi, per tagliare una storia altrimenti noiosa di dettagli, negli ultimi anni ho reimpostato la mia vita.
Probabilmente, per certi versi non sono molto distante dal vivere quello che credevo sarebbe stata la mia vita ma, sicuramente, la consapevolezza, il vissuto passato e presente, i miei obiettivi di breve e lungo periodo, il valore che do' a certe cose sono decisamente differenti.
E il risultato parziale, attuale, di tutto questo percorso è che sono felice.
Ma davvero davvero felice.
Ieri sera sono stata benissimo.
La Vita è proprio una figata.
Sole, raggi caldi, forti.
Quel bianco che spara, attorno e nelle orecchie silenzio.
Silenzio nonostante il traffico. Perché ogni rumore è isolato, ciascun suono sottolinea il silenzio, anziché romperlo.
Passi veloci.
Sguardo occasionale al display dei cellulari.
Passi veloci, tanto caldo. I tacchi entrano nell'asfalto particolamente morbido.
I tacchi entrano, io (ri)prendo possesso di questa città.
Piano piano.
Salire in alto, in alto. Guardare la città dal cielo.
Aperitivo, poi...
Inizia la giornata.
Si ride.
Tanto.
Si sta bene.
Un sacco.
Si perde il senso del tempo.
Come sempre.
E rivedo angoli antichi ricordi riaffiorano.
Pranzo, passeggiata, negozi... spesa, bisogna fare la spesa (e mi diverto).
Rido, mi diverto, trascorro ore preziose.
Ore allegre.
Ludiche.
Importanti nella loro spensieratezza.
Nella contentezza.
Nella spontaneità del sentire.
Del dire.
Dell'essere.
Importanti davvero.
E i fiori esplodono di gioia, come quella che ieri avevo attorno e dentro me.
Ci sono certe cose che vengono facili. Facili facili, proprio. E per questo, proprio perché vengono facili, le lascio lì. E però altri le fanno, magari si pavoneggiano pure - cioè, si pavoneggiano quasi sempre.
Cose intellettuali.
Cose fisiche.
Roba così, insomma.
[passo ad altro]
Tutto è un sistema di equilibri.
E io, in tutto questo, torno ad essere come l'acqua.
Torno ad essere acqua.
Vorrei tenere mia sorella stretta stretta a me, carezzarle il viso e dirle che va tutto bene, ci penso io. Farla addormentare nell'abbraccio sicuro. Sussurrarle quanto la amo. Ripeterle all'infinito che è bellissima. Farla tornare bambina e donarle attimi infiniti di sorrisi e dolcezza.
Vorrei restituirle ciò che altri le hanno tolto.
Vorrei.
C'è una moltitudine di faccende che andrebbe sistemata.
Da qualche parte ci sarà pur l'inizio.
Nel frattempo cerco di non pungermi i piedini con i sassi che incontro in questo percorso. Ogni tanto mi scopro spaesata, mi guardo attorno incuriosita.
Ma non mi fermo mica.
Tutto è un sistema di equilibri.
Delicato.
Io posso essere esistere solo come acqua.
Come il vento alle spalle che mi accarezza mentre scivola in avanti.
Così i giorni.
Attimi e ore che perdono di significato. Li perdo di vista, passano velocemente.
Obiettivi.
Quando vado per obiettivi il tempo perde peso.
Come il vento, appunto. Come l'aria.
ci sono un sacco di cose... un sacco di cose... tutte belle, ma tante
sono fuori equilibrio, lo yoga lo devo riprendere
la respirazione
il corpo richiede
non sto dando abbastanza
poco riguardo
e il corpo si sta lamentando
a poco a poco tornerà a sorridere anche quello, come il resto
mind and soul stanno meglio, sempre meglio
il corpo seguirà
equilibrio
assi
energia
centri
liquidi
forza
concentrazione
equilibrio
energia
Felice.
Sono felice.
Ho trascorso una bella giornata, uno splendido pomeriggio, una serata meravigliosa.
Contenta.
Gioiosa.
Ma tanto tanto.
Come se stessi volando, come se stessi in aria appesa ai palloncini colorati.
Ma che bella sensazione.
Bella
Bella
Bella
Bella
Bella
sensazione
Sono una fanciulla fortunata.
Accidenti. E' già lunedì.
Mi son distratta un attimo e la domenica s'è data alla fuga.
Cazzarola, si sarà offesa per qualcosa che ho detto?